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26 | 09 | 2018

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Tlc: debito pubblico italiano pesa sulla gara per il 5G

L'asta italiana per l'aggiudicazione delle frequenze del 5G è lievitata fino a 5,15 miliardi di euro e ulteriori rilanci sono attesi nei prossimi giorni

L'asta italiana per l'aggiudicazione delle frequenze del 5G è lievitata fino a 5,15 miliardi di euro e ulteriori rilanci attesi nei prossimi giorni saranno destinati inevitabilmente a rendere ancora più salato il conto finale a carico degli operatori in gara. La situazione si sta rivelando di gran lunga più onerosa rispetto a quanto avvenuto in tempi recenti in altri Paesi europei che temporalmente hanno preceduto l'Italia nell'assegnazione dei pacchetti. In Italia le basi d'asta sono state fissate "a livelli decisamente più elevati rispetto al resto d'Europa", vale a dire a 2,5 miliardi di euro, osserva una fonte di uno degli operatori in gara, secondo il quale nella scelta del Governo "si legge una chiara intenzione di voler fare cassa in maniera importante, piuttosto che privilegiare una rapida diffusione dell'innovazione tecnologica". Una posizione condivisa anche da Martino De Marco, Responsabile del Centro d'Eccellenza xTech di Bip - Business Integration Partners, secondo il quale l'Esecutivo "ha visto nell'asta del 5G una straordinaria opportunità di fare cassa, considerato l'ammontare ingente del debito pubblico". L'esperto ha osservato inoltre come sotto questo punto di vista il nostro Paese abbia optato per un modello 'utilitaristico', diametralmente opposto rispetto a quello adottato ad esempio nel nord Europa, dove i Governi hanno "messo a disposizione gratuitamente o quasi le frequenze di telefonia mobile di quinta generazione, imponendo tuttavia agli operatori infrastrutturali aggiudicatari di garantire alla collettività e alla Pubblica Amministrazione determinati servizi e standard qualitativi, ad iniziare da una copertura ottimale" (...).