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02 | 07 | 2018

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Penalizzati dalle lauree umanistiche? Non per forza: arriva il Bip Bootcamp

«Le discipline umanistiche predispongono lo studente alla capacità critica, all’immaginazione e al ragionamento interdisciplinare» commenta Carlo Capè

Chi l'ha detto che una laurea in Lettere o in Antropologia debba essere considerata “debole”? Non nascondiamo la testa sotto la sabbia, di solito è così: le aziende, specialmente in Italia, cercano più i profili tecnico-scientifici. Le lauree “forti” sono quelle in ingegneria, informatica, tutt'al più economia. Ma ci sono anche datori di lavoro illuminati. Senza scomodare la mitica figura di Adriano Olivetti, che negli anni Cinquanta nella sua fiorente azienda in quel di Ivrea si narra facesse le assunzioni a gruppi di tre – un laureato scientifico, un tecnico e un letterato, per il buon peso – anche oggi il valore delle competenze umanistiche ha i suoi estimatori. E con ragione.

«Le discipline umanistiche predispongono lo studente alla capacità critica, all’immaginazione e al ragionamento interdisciplinare» conferma Carlo Maria Capé, amministratore delegato di Bip – Business Integration Partners, la più importante società di consulenza a matrice italiana: «Da tempo noi non ci limitiamo ad assumere ingegneri ed economisti: il mestiere dei consulenti di management è cambiato» (...).