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Bip Stories

Francesca La Puzza

Consultant

#Collaboration #FinancialServices #BeachVolley

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Dopo un’esperienza in azienda, Francesca è passata alla consulenza di management unendosi alla practice Financial Services di Bip: “Progetti e clienti cambiano in continuazione, permettendomi di non smettere di imparare, senza annoiarmi”. Non rinuncerebbe mai al clima di collaborazione tra colleghi, in ufficio ma anche sul campo da beach volley.
 
Da due anni e mezzo hai iniziato in Bip la tua prima esperienza in consulenza, come sta andando?
Ho scelto un mestiere ricco di stimoli: ogni giorno è diverso dall’altro, cambiano i progetti da seguire, la tipologia di clienti e le competenze necessarie. Bisogna quindi studiare in continuazione e imparare cose nuove, favorendo così una veloce crescita personale e professionale. Credo sia dovuta anche a questo clima di lavoro la concentrazione di giovani interessanti e brillanti, che provengono da realtà molto diverse e sono pronti a fare domande e portare idee, con un approccio totalmente disruptive.
Non sono pentita della mia esperienza lavorativa precedente in azienda, che mi ha permesso di lavorare su un altro tipo di competenze, ma sono contenta di essermi messa alla prova in un contesto più dinamico.
 
Che tipo di progetti hai seguito finora?
Mi ritengo fortunata, perché in due anni e mezzo ho lavorato su nove progetti diversi, cambiando ogni volta tipologia di cliente, settore e persone con cui interfacciarmi. Il progetto che mi ha coinvolto di più è il primo su cui ho lavorato, che riguardava la riorganizzazione aziendale per un nuovo cliente. Mi sono poi spostata a lavorare con altre aziende, e a distanza di due anni sono tornata a seguire lo stesso progetto. E’ stata una grande soddisfazione vedere come era evoluto, con attività sempre più strategiche e articolate, grazie al lavoro iniziale a cui avevo partecipato anche io. Nel frattempo è cambiato il mio ruolo e le persone con cui mi ritrovo a fare riunioni: quando siamo dal cliente capita spesso di interfacciarci direttamente con il CFO o con il responsabile organizzazione.
 
Com’è la tua giornata tipo?
Nella vita privata sono per scelta abbastanza disorganizzata, mi piace decidere all’ultimo come organizzare una serata, un weekend o le vacanze. Sul lavoro ho invece imparato a comportarmi in modo opposto: prima di finire la giornata lavorativa preparo una “to do list” per il giorno successivo, che la mattina metto in ordine di priorità. Poi procedo in ordine, ovviamente pronta a interrompermi quando c’è da gestire un imprevisto oppure da confrontarmi con un collega.
 
Quanto è importante la collaborazione tra colleghi?
Fortunatamente faccio parte di un team molto unito, basato sulla collaborazione e non sulla competizione. Per fare questo mestiere è fondamentale che il gruppo di lavoro vada nella stessa direzione seguendo un obiettivo finale collettivo, confrontandosi in continuazione per scambiarsi consigli e conoscenze. E’ infatti molto utile sentire il parere di un’altra persona nei momenti più critici, soprattutto se è estranea al problema specifico.
A fine giornata o nei weekend, ci vediamo spesso per un aperitivo o una partita di beach volley. Anche queste attività, d’altronde, sono fondamentali per favorire dinamiche positive in ufficio.
 
E i momenti di confronto con i manager?
Avere l’opportunità di parlare con i Manager, anche in un contesto informale, è fondamentale. All’interno del nostri team abbiamo istituito pranzi periodici in cui è coinvolto anche il Partner. Questo dà l’opportunità, anche alle figure più junior, di avere aggiornamenti rispetto all’azienda e ai progetti seguiti dai team di Financial Services, e di ritagliarsi un momento di confronto fuori dalla routine di tutti i giorni.
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