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L’evoluzione dei modelli organizzativi ICT

Nel corso degli ultimi 10 anni si è potuta osservare un’evoluzione dei modelli organizzativi delle strutture preposte allo sviluppo e alla gestione dell’IT, per il soddisfacimento della domanda informatica delle funzioni di business.
Rappresentiamo questo percorso attraverso tre macro-fasi evolutive.

Fase 1: Modello tradizionale “legacy-driven”:
Il processo end-to-end a valle della definizione dei requisiti utente si realizza attraverso il rilascio di semi-lavorati successivi “a cascata” con dettagli sempre più vicini al linguaggio applicativo, approvati formalmente dalle funzioni di business. Il processo è lungo e costoso, le responsabilità frammentate, il risultato finale è un vestito su misura che spesso richiede un periodo di aggiustamenti sulle esigenze dell’utente in quanto il linguaggio formale utilizzato spesso fa sì che i risultati non corrispondano pienamente alla vision dell’utente.

Fase 2: Modello “package-driven”:
Il processo end-to-end si realizza attraverso il lavoro congiunto di team Business – ICT, in quando le applicazioni pacchettizzate costringono ad un disegno dei processi e dei requisiti con modalità “package-driven”, con lo spostamento del Business verso i domini più tecnici ed una maggiore condivisione di responsabilità.
Il processo è accelerato da metodologie che consentono di parallelizzare le attività di disegno e di realizzazione, garantendo maggiore visibilità del risultato agli utenti fin dalle prime fasi di progettazione.
La forte dinamica evolutiva e la crescente verticalizzazione dei pacchetti applicativi determinano la necessità di competenze ICT multi-disciplinari, verticali e specialistiche sui processi di business. Viene introdotto il tema, che diviene gradualmente più rilevante, del Software Application Integration.

Fase 3: Modello “demand-driven”:
Oggi, dopo un decennio in cui gli investimenti in ICT sono cresciuti in maniera costante, siamo di fronte ad una situazione in cui, per molti settori industriali, vi è il dualismo tra la priorità dell’innovazione tecnologica per lo sviluppo del core business (determinata, ad esempio, nelle TLC e nei servizi finanziari, dalla continua evoluzione dei servizi offerti, o, nelle Utilities, dalla forte necessità di integrazione informativa e operativa tra le diverse aziende della catena del valore in seguito all’unbundling richiesto dalla legge), e i limiti di budget imposti dal Vertice. Ciò richiede di trovare soluzioni organizzative innovative che consentano di modificare il modo di lavorare del Dipartimento IT e di garantire: efficienza sulla gestione e ottimizzazione degli investimenti sullo sviluppo.
La scelta chiave è quella di rafforzare il presidio “a monte” sia dell’innovazione che della gestione, con processi di Demand Management molto strutturati e supportati:
- Da risorse con skill di Business e IT integrate lungo tutta la catena dei processi di business;
- Da competenze architetturali che garantiscano fin dalle scelte progettuali la completezza e la razionalità delle mappe applicative e delle architetture.
Il modello è quindi completato dalla necessità di garantire “a valle” il controllo dei progetti e della gestione attraverso un Program Management “forte”.

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